top of page

Segnali di Fumo

1989

Crediti

Testo di Ferruccio Filipazzi e Franco Spadavecchia

Musiche di Ferruccio Filipazzi e Federico Ulivi

Ambientazione sonora di Ruggero Tajė

Animazione a cura di Sergio Mussida

Regia di Jolanda Cappi

Scene, costumi e pupazzi realizzati dal Laboratorio del Teatro del Buratto

In collaborazione con Giulia Bonaldi e Cristina Perversi

Luci: Carlo Villa

In scena: Ferruccio Filipazzi, Manuela Massarenti

Ripresa con Orsola Pigato

Animatore: Sergio Mussida

Voci di Marisa Mazzoni, Antonio Paiola, Franco Spadavecchia

Video

Sinossi

L'immagine si ispirava rigorosamente alle antiche forme scolpite nella creta, ai vivaci mascheroni delle feste, ai colorati tessuti a telaio della cultura nativa americana. In quello spettacolo, Filipazzi abbandonava la dimensione di one man show per entrare in un allestimento in cui, compenetrandosi con il teatro d'attore, si alternavano anche varie tecniche di animazione. Sul palcoscenico, due attori nei panni di Alce Nero e Nuvola Rossa insieme ai pupazzi dai colori sgargianti: il tacchino, il coyote, l'avvoltoio. La luna, lo scoiattolo, il picchio erano rappresentati da burattini mentre le ombre narravano la vita del protagonista. Una vita vissuta in perfetta armonia con i ritmi della natura, nella consapevolezza di essere solo una delle infinite parti di essa, accanto ai fiori dei campi e ai pesci dell'acqua.

L'Unità
26 gennaio 1989
(...) Il sipario si apre sui sogni dei bianchi in partenza per l'America, ma presto l'azione si trasferisce oltre oceano, nelle praterie in cui gli indiani vivono in perfetta armonia con la natura, "parlando" con gli animali, sentendosi parte di un cosmo ordinato a cui non fanno mai violenza. Ecco dunque prendere forma, per mezzo di oggetti e pupazzi animati su nero, la creazione del mondo da parte della mitica donna ragno, subito seguita dalla nascita del protagonista della storia, Cavallo Alto, partorito non solo dalla madre, ma anche dalla luna e dall'intera natura, in una scena di forte impatto emotivo. Il giovane indiano crescerà, si sposerà, e infine morirà, Mentre tutto intorno la natura seguirà i suoi cicli. Ciò fino all'annuncio dell'arrivo dei bianchi, che irrompe nello spettacolo sulla scena inquietante della fuga di tutti gli animali davanti agli invasori. Ma forse l'aquila, simbolo delle popolazioni Lakota, tornerà un giorno ad aprire le sue ali (...).

Maria Paola Cavallazzi

Da Utopia di un Teatro, Teatro del Buratto, 2005

Stampa

bottom of page