A un passo dall'alba
1999
Autrice Antonia Pingitore
Regia di Jolanda Cappi
Scene Gianluca Massiotta - Marco Muzzolon
Costumi Gianluca massiotta (in collaborazione con Silvia Conjar)
Musiche Luigi Marcarini
Collaborazione alla messa in scena Luciano Nattino
Crediti
Video
Sinossi
Tre viaggiatori, sconosciuti tra loro, si incontrano all’imbrunire in un luogo-non luogo, indefinito e indefinibile, che non esiste in nessuna mappa e che li intrappola, arrestando il loro viaggio verso la città dove erano diretti, la città dove ogni desiderio è possibile.
Abita questo luogo un custode che segna, annota, cataloga ogni oggetto, aggirandosi sicuro attorno a un grande involucro stretto da corde, che contiene al suo interno un muro di valigie, appartenute ad altri viaggiatori passati da lì.
Questo infatti è il “luogo del passaggio”, “il luogo della prova” che i tre viaggiatori, guidati dal custode, dovranno superare per poter continuare il loro cammino.
Durante la notte, l’uomo e le due donne, racconteranno le loro storie, rivelando un’identità nascosta e, liberati da inutili mascheramenti, impareranno a conoscersi costruendo un rapporto di fiducia e di solidarietà.
All’alba potranno continuare il viaggio verso una città forse… meno magica di quella fin qui sognata, ma vissuta da uomini che hanno imparato a convivere.
Questo spettacolo è un altro passo che il Teatro del Buratto compie nella ricerca verso un teatro di contaminazione tra i vari linguaggi. La danza del corpo nello spazio, la parola nei dialoghi essenziali, l’immagine fantastica animata su nero, si intersecano continuamente nello spettacolo, mentre la luce modifica lo spazio e la musica evoca l’atmosfera sospesa di quel passaggio tra la notte e il giorno.
Diverse sono state le suggestioni nell’elaborazione di questo spettacolo: Le città invisibili raccontate da Italo Calvino, e Ellis Island di Georges Perec.







