Paneblu
1990
Ideazione ed elaborazione creativa: Jolanda Cappi, Franco Spadavecchia, Sergio Mussida, Gianfranco Bella, Giusy Colucci, Daniela Dazzi
Coordinamento registico: Stefano Monti
Musiche: Carlo Cialdo Capelli
Collaborazioni: Gianluca Massiotta per la ricerca formale, Giampaolo Spinato per la drammaturgia
Direzione dell'animazione: Franco Spadavecchia
In scena: Sergio Mussida, Giusi Colucci, Daniela Dazzi, Paola Bonetti
Riprese con: Sergio Tonon, Cristina Discacciati
Luci: Marco Zennaro
Direzione di produzione Franco Spadavecchia
Crediti
Video
Sinossi
Cibo immagine, cibo pubblicità, cibo virtuale e reale, sensorialità, luoghi, gesti, suoni e ritmi legati al cibo e alla sua plasticosa e colorata confezione nel mondo contemporaneo. E soprattutto tanti materiali destrutturati e informi, dalla plastica alla lycra, da fare vivere in scena con l'abilità degli animatori. Fu un lungo, emozionante, lavoro. Ne usci, infine, Paneblu.
Uno spettacolo cosi stratificato, cosi passibile di diverse letture, che noi del Buratto potemmo proporlo al pubblico adulto - che ne coglieva gli aspetti più inquietanti - come al pubblico dei ragazzi, in grado di goderne il gioco visivo e scenico. Uno spettacolo che, grazie all'universalità del linguaggio delle immagini, fu molto apprezzato anche all'estero: Austria, Belgio, Brasile, Argentina. Quasi una danza sulle musiche di Carlo Cialdo Capelli, nella successione di visioni sviluppate, dal nero, dagli animatori che manipolano ogni genere di materiale, un omaggio critico ai feticci artistico-alimentari del nostro tempo, creazione collettiva organizzata dalla regia di Stefano Monti, a cui Gian Luca Massiotta ha collaborato per la ricerca sulle immagini e Giampaolo Spinato per la drammaturgia.
L'immagine svela il suo animatore:
Nel finale di Pane blu avviene qualcosa che fino a pochi anni prima sarebbe stato imprevedibile: un personaggio - vale a dire una maschera e un telo di lycra - danza e, a poco a poco, la luce che fino ad allora nascondeva l'animatore, colpendo solo l'oggetto, ora comincia a rivelarlo. Lentamente una leggera luce frontale illumina la scena finché non si vedono tutti gli animatori che stanno svolgendo l'azione, il modo in cui, quasi danzando, muovono l'oggetto. Gli animatori, colonna portante del Teatro del Buratto, non sono più invisibili. Ecco Giusi Colucci, Sergio Mussida, Daniela Dazzi, Paola Bonetti, Gianfranco Bella, Patrizia Battaglia.
Da “Utopia di un Teatro”, Teatro del Buratto, 2005










