Per mondi segreti
1998
Testo: Gianluigi Gherzi
Scrittura scenica: Daniela Dazzi, Gianluigi Gherzi, Sergio Mussida
Regia: Gianluigi Gherzi
Musiche: Mauro Buttafava
Scene, costumi e immagini: Luca Dragoni
In scena: Moreno Agnella, Daniela Dazzi, Sergio Mussida, Sergio Tonon, Marzia Valpiola
Disegno Luci: Marco Zennaro
Crediti
Video
Sinossi
Presenze misteriose rendono inquieta la vita del piccolo mondo dei piccoli uomini di un piccolo paese. Si aggirano intorno alle case, usano animaletti come messaggeri, sono curiosi dei bambini e della loro vita. Chi sono? Folletti? Dei abbandonati? Stregoni? Ciarlatani? Qualcuno sostiene che vivono nel ventre di nostra Madre Terra. Che fabbricano scarpe magiche. Per volare dove? Per fare cosa? I bambini spesso li sognano. Qualcuno di loro sostiene di vederli.
I nervi dei piccoli uomini saltano. Le regole del piccolo mondo si incrinano. Il piccolo paese insorge. Guerra è. Guerra sarà. Che guerra sia! Ci saranno sgarbi, poi liti, rappresaglie, provocazioni, rapimenti. Ma la sapienza bambina lavorerà per incrinare i fronti, per mettere in crisi gli eserciti, per riportare nel mondo il mistero del vivere, Uomini e divinità insieme.
Per mondi segreti non è solo una fiaba, è il racconto di un avventura in cui i bambini scoprono e reinterpretano il mondo. Attorno a loro una vita apparentemente soddisfatta e contenta. Una vita arroccata, impaurita, che erige mura, per paura della contaminazione e del diverso. Il bambino non ha ancora parole per contrapporsi, discorsi da opporre a discorsi. Ma ha il corpo che sente il mistero della crescita e la vertigine dei mutamenti. Ha uno sguardo ancora capace di stupore. Per questo potrà affrontare la dimensione dell’ignoto, dello sconosciuto, dei boschi, delle foreste. Ritroverà tracce di segreti e antichi abitatori. Non sarà semplice. Il mondo li condannerà e li metterà in guardia. Toccherà allora al bambino farsi educatore dell’adulto, per scoprire le tracce che portano i “mondi segreti” a ricongiungersi a noi. In “Per mondi segreti” si realizza l’incontro tra la dimensione del teatro d’attore, della narrazione per immagini, della drammaturgia musicale. Non c’è un linguaggio dominante che porta avanti la storia. Immagini e musica danno vita a quello che vive nel profondo dei personaggi, alle loro energie nascoste, ai livelli di coscienza profondi, al mutare delle energie, ai misteri che vengono attraversati. Maschere, proiezioni, animazione di un grande pupazzo da un lato, una partitura musicale che svaria dall’etnica al rap dall’altro, costruiscono insieme al linguaggio d’attore una forma di narrazione contemporanea dove i diversi linguaggi si uniscono nel definire scenari fecondi per l’immaginazione e l’emotività del nostro giovane pubblico.







