Sotto la tavola
1990
Ideato e scritto da Jolanda Cappi e Gianfranco Bella.
Scenografia e oggetti di Cristina Perversi
Realizzati dal Laboratorio del Teatro del Buratto: Cristina Perversi,
Giusy Colucci, Daniela Dazzi, Giancarlo Allegranzini.
Musiche di Tommaso Leddi.
Tecnico luci: Giorgio Menegardo
Direttore di produzione: Franco Spadavecchia
In scena: Jolanda Cappi e Gianfranco Bella.
Premio ETI Stregagatto 1991
Biglietto d'Oro AGIS 1991
Crediti
Video
Sinossi
La quantità di immaginazione liberata dall'incontro con Cappuccetto Bianco doveva produrre altri spettacoli fuori dal palcoscenico, incentrati sullo studio e l’investigazione degli spazi quotidiani della casa e dei loro vissuti.
Il primo fu "Sotto la tavola", al debutto nel 1990, scritto, ideato e interpretato da Jolanda Cappi e Gianfranco Bella. Gli spettacoli per adulti e i laboratori con il cibo come tema erano una costante di quegli anni. Era dunque naturale che rivolgessimo la nostra attenzione allo spazio della tavola, al luogo dei pasti. Giganti e orchi, e ucci ucci sento odor di cristianucci ci fornivano uno spunto a dir poco ghiotto, per non parlare dei biscotti di Alice, quelli che, se li mangiavi, diventavi subito gigantesca o minuscola.
“Sotto la tavola” ci conquistò il premio Eti Stregagatto nonché il Biglietto d'Oro Agis, il riconoscimento allo spettacolo che ha ottenuto il miglior riscontro di pubblico. E dire che potevano partecipare pochi spettatori per volta, meno di cento. Ma le repliche furono numerose, sempre con il tutto esaurito, e portammo “Sotto la tavola” anche all’estero con grande successo. Lo spettacolo piaceva allo stesso modo ai bambini e agli adulti che, per il gioco delle proporzioni, non facevano fatica a ritrovarsi anche loro piccoli.
Gianfranco e Jolanda iniziavano lo spettacolo standosene uno nella teiera, l'altra in una tazza. Il pubblico è intorno, e ben presto incomincia a sentirsi impaurito all'idea che i giganteschi commensali di quella mensa arrivino. Finché, all'occorrenza, anche gli spettatori finivano per rifugiarsi sotto la tavola, a nascondere la propria essenza - chi l'avrebbe mai detto? - di possibili "bocconcini" prelibati.
L'immagine dello spettacolo, efficacemente studiata da Cristina Perversi, faceva riferimento alle illustrazioni dei libri del periodo Liberty e Art Nouveau, precisamente a Rackham e Parrish, il testo giocava con filastrocche, ricette surreali, un tocco di assurdo. Non sempre, non per tutti, è tutto facile da capire. E allora...
Da “Utopia di un Teatro”, Teatro del Buratto, 2005















