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Una piazza, due piazze, un castello

1993

Ideazione di Jolanda Cappi e Gianfranco Bella,

Scene e costumi di Cristina Perversi

Realizzati dal Laboratorio del Teatro del Buratto

Musiche di Tommaso Leddi

Direttore di produzione: Franco Spadavecchia

in scena: Aurelia Pini, Gianfranco Bella

Crediti

Video

Sinossi

Per chi ci vive, lo spazio "neutro non esiste. In una casa vissuta, oggetti e luoghi si caricano di significati che ne trascendono - e di molto - l'uso. Il letto, ad esempio. È uno dei luoghi più amati e più odiati. I bambini lo odiano, perché i grandi li relegano nella stanzetta sempre troppo presto, e sempre mentre stanno facendo qualcosa di interessante. E lo amano perché è il luogo magico delle coccole e delle favole della buonanotte. Anche gli adulti amano il letto - quando possono o vorrebbero riposare e lo odiano, quando non riescono a dormire. Cosi “Una piazza, due piazze, un castello” è diventato necessario al nostro percorso. Dopo la camera dei giochi di “Cappuccetto Bianco”, dopo il nascondiglio di “Sotto la tavola”, ecco il letto divenire spazio scenico, ovviamente a pianta centrale, luogo di racconti e di apparizioni, per bambini e adulti infilati sotto una enorme coperta colorata.

Da “Utopia di un Teatro”, Teatro del Buratto, 2005

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