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Fiabe in fuga

2002

Ideato da
Franco Spadavecchia

Testo di Gabriele Calindri
Elisa Roson

Regia: Gabriele Calindri

Scene e costumi:
Marco Muzzolon

Realizzazione:
Marco Muzzolon, Daniela Seveso,
Mirella Salvischiani

In scena:
Federica Fabiani
Angelo Prati
Elisa Roson

Disegno Luci:
Marco Zennaro

Libri realizzati da
Mauro Giuntini
Raffaella Montaldo

Crediti

Video

Sinossi

Lo spettacolo che vede in scena tre personaggi desiderosi di fuggire dalla propria fiaba per conoscere il mondo della realtà nel quale, gli esseri umani sono, secondo loro, colpevoli di non leggere abbastanza.
Ed ecco il Principe e la Strega de La bella addormentata nel bosco si alleano, tra divertenti malintesi e inaspettati colpi di scena, per svegliare anzitempo la Principessa e fuggire insieme dalla propria storia.
Riescono nell’intento e scoprono una realtà allucinante, dove adulti e bambini non leggono più perché leggere è diventata un’attività fuorilegge, tanto che addirittura i libri vengono eliminati e distrutti da una sedicente “pulizia libraria”, avvantaggiando in questo modo lo strapotere della televisione.
Dopo aver scoperto che anche il loro libro è stato distrutto e trovandosi in un ambiente alquanto inospitale: caos, traffico, rumori, smog; i nostri tre eroi riescono a rifugiarsi in un teatro-biblioteca, dove qualcuno in passato nell’intento di salvare dalla distruzione più libri possibili, ha accumulato tonnellate di storie, fiabe e racconti.
Qui i nostri amici scopriranno il piacere di leggere e raccontarsi tante fiabe allo scopo di tornare nel mondo della fantasia, percorrendo storie più o meno conosciute spaziando dai racconti classici a quelli contemporanei, toccando, pur con leggerezza e simpatia, temi di grande importanza sociale. Libri tridimensionali che ad ogni giro di pagina mostreranno vere e proprie scenografie di carta, giochi con elementi di scena trasformabili a seconda delle varie situazione, e un impianto scenico adattabile per ogni ambientazione, aiuteranno i nostri amici in esilio nel mondo della realtà a comprendere quanto sia importante apprezzare la propria storia e quella degli altri, riscoprendo nei libri dei veri e propri “amici di carta”.

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