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Nel paese di c'è quel che c'è

2007

Testo:
Geppina Sica

Regia:
Elisa Roson

Scene e oggetti:
Marco Muzzolon

Realizzati dal Laboratorio
del Teatro del Buratto

In scena:
Francesca Botti
Elisa Canfora

Disegno luci:
Marco Zennaro
direttore di produzione
Franco Spadavecchia

Crediti

Video

Sinossi

Nel paese di c'è quel che c'è
ovvero
GNAM! Una gran fame di fantasia
“Signore bambine e signori bambini qui si narra l’incredibile avventura di Q, la cantastorie, e di B, aiutante valorosa!
Che gli occhi siano aperti, le orecchie ben sturate!
Si va a iniziar la storia … pentolacci e pentolini, galoppate!”

Viaggiano Q e B, viaggiano di paese in paese e tramonto dopo tramonto raccontano storie che incantano gli occhi.
Perché Q sa incantare con le parole dei maestri cantastorie, sa trasformare mulini a vento in giganti, pentolini in armature, scale in boschi fatati e una padella, con Q, può diventare la luna …
Un giorno Q e B arrivano nel paese di C’è quel che c’è. Per gli abitanti di questo regno c’è solo quel che si vede, e quel che si vede è la realtà. Nulla di più.
Ma per vedere le storie ci vogliono occhi incantati con dentro un po’ di immaginazione. Perché è negli occhi incantati che le storie si posano e lì restano per sempre…
E proprio nel regno di C’è quel che c’è accade una cosa incredibile “…e pure paurosa assai!”.
Q perde tutte le sue parole di cantastorie e B, senza più storie, rimane a pancia vuota e le viene una gran fame!
Ed è qui che l’avventura si fa avventurosa: quando si immagina il domani senza storie, senza fantasia…un domani …
“… terribile… spaventoso… mostruoso!”
da cambiare impugnando saldamente tra le mani … un mestolo di ferro lucente!
Un’avventura dove un carro diventa un veliero, per andare lontano e immaginare un domani, un mondo nuovo, dove tutto è possibile…anche navigare verso il sole, verso il Colossale Banquintale dei giganti!

“..Se le tieni negli occhi e con loro rimani le tue storie vedran di sicuro il domani!”

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