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Senza misura

2006

Ideazione e progetto: Renata Coluccini e Simona Gonella

Con: Renata Coluccini

Regia: Simona Gonella

Scene: Marco Muzzolon

Disegno luci: Marco Zennaro

Costumi: Mirella Salvischiani

Direttore di produzione: Franco Spadavecchia

Crediti

Video

Sinossi

Esiste la possibilità di misurare l’uomo?
Esiste la possibilità di classificare gli esseri umani secondo la categoria delle razze?
E come si fa a far accettare agli uomini la divisione in classi sociali e razze?

Domande che disturbano, che infastidiscono, che scavano nei pregiudizi e nelle discriminazioni.
Domande che vorremmo non fossero mai state poste.
Ma la nostra storia è costellata da un’affannosa ricerca del modo di “misurare” gli uomini e sono molti gli studiosi e gli scienziati che, animati da più o meno benevole intenzioni, hanno fornito con i loro studi una giustificazione scientifica alla discriminazione e alla selezione delle persone sulla base di differenze razziali o sociali.

Oggetto prediletto di “cattive misurazioni” il bene più prezioso e misterioso dell’umanità: l’intelligenza.
Dai primi goffi tentativi dell’800 di misurare l’ampiezza della scatola cranica fino alla creazione di test di intelligenza più o meno sofisticati, scienziati a volte anche illustri si sono industriati nel tentativo di trovare quella misura, quel numero unico e inossidabile che permettesse a loro e alle società in cui vivevano di separare gli individui più dotati dai meno dotati e spesso di trovare corrispondenze fra i meno dotati e il colore della pelle o l’appartenenza a classi sociali più povere ed etnie differenti. E ancora più spesso di attuare, in nome di questo presunto “valore scientifico”, pratiche di selezione anche cruente.

“Le idee possono essere agenti sicuri quanto i fucili e le bombe” ci ricorda S.J Gould nel bel libro “Intelligenza e pregiudizio” che è servito come guida per la costruzione dello spettacolo. E noi abbiamo sposato questa tesi, nella convinzione che oggi più che mai sia necessario conoscere e far conoscere la storia dei tentativi della misurazione dell’intelligenza umana e imparare a leggere i segni, i dati, i numeri con cui abbiamo codificato la realtà, le persone, le relazioni, così da non essere vittime o complici inconsapevoli di teorie o idee supportate da “oggettività” scientifiche.

Fra i molti personaggi che potevano tentare di reagire con forza alle assurdità delle “cattive misurazioni” ci è sembrato logico e “intelligente” che a raccontare fosse proprio lei: la Signorina Intelligenza. Stanca delle tante cose dette e fatte in suo nome sarà lei a guidarci nel viaggio fra numeri, pregiudizi, discriminazioni e selezioni.
Un racconto in prima persona fra scienza, mito e realtà.

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