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Il contrabbasso

2013

di Patrick Suskind

Con: Marco Pagani

Scene e regia: Gian Luca Massiotta

Traduzione: Umberto Gandini

Disegno Luci: Marco Zennaro

Si ringrazia per la collaborazione Paola Ascenso

Crediti

Video

Sinossi

«Deluso dalla propria carriera in orchestra (non è che “terzo leggio” nella fila dei contrabbassi) eppure fermamente convinto dell’assoluta centralità del proprio ruolo, il nostro protagonista è un depresso, non privo però di una sua rozza fierezza fatta di sensibilità e di un discreto talento.
Nella sua condizione di emarginato, di misconosciuto, di “ultimo”, egli vive nevroticamente questa sua frustrazione ma nello stesso tempo la sublima grazie all’ironia, a uno sguardo disincantato sulle umane debolezze, soprattutto a una sua segreta passione per una giovane cantante, purtroppo per lui non corrisposta. Un amore “impossibile” proprio come quello per il suo inseparabile strumento, maledettamente ingombrante eppure così femminile …
Il legame con la musica e i suoi misteri diventa il pretesto per uno sfogo che si tinge di giallo tenendoci continuamente in bilico tra la confessione di un fallimento e il riscatto di un estremo atto d’amore. Come finirà?
Fedeli all’autore, lasceremo che le tante debolezze dell’uomo si fondano con gli scatti d’orgoglio dell’artista svelandone piano piano la grande solitudine ma anche la profonda umanità. Una qualità che finirà per coinvolgerci, suscitando in noi, insieme a rabbia e compassione, anche tenerezza, rispetto, complicità. E più di un sorriso!
Tanto che alla fine, spiazzati dalla sua latente follia ma conquistati dalla dolcezza insospettabile del suo strumento (il cui suono, come per magia, giunge ogni tanto ad ammaliarci da lontano) potremmo perfino accorgerci di amarlo, almeno un po’. Di musica classica si può anche morire?
(Gianluca Massiotta)

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