Straniero due volte
2016
Testo e regia Renata Coluccini
Con Gabriele Bajo, Marta Mungo, Andrea Panigatti
Disegno luci Marco Zennaro
Disegno sonoro e musiche originali: Gianluca Agostini
Idea scenografica: Anna Cingi
Direttore di produzione: Franco Spadavecchia
Crediti
Video
Sinossi
“Quando sei strano/Nessuno ricorda il tuo nome” People are Strange- Doors “Mia madre non accetterà mai che io sia felice in un modo che lei non può conoscere” ragazza di 16 anni L’identità personale e quella culturale, il meticciato, l’integrazione, la costruzione di una società comunque nuova e diversa dalla precedente, ma soprattutto, rivolgendoci agli adolescenti e preadolescenti, il sentirsi straniero, la ricerca di sé, il confronto con l’altro, sono le tematiche affrontiamo. Ai tre protagonisti adolescenti dello spettacolo capita di sentirsi strani, diversi da chi li circonda... il sentirsi strano rimanda ad una condizione interiore e profonda, mentre il sentirsi straniero non è riferito ad una collocazione geografica ma piuttosto a una condizione umana e sociale. Se poi uno dei protagonisti è di “seconda generazione” si sentirà straniero due volte. L’occasione di incontro dei tre ragazzi è il Teatro a scuola; una messa in scena dell’amore tra Piramo e Tisbe (antico Giulietta e Romeo): i protagonisti il cui amore è contrastato dalle famiglie rivali vengono rinchiusi in due stanze di due case diverse, ma confinanti. Il muro che li divide ha una crepa e attraverso quello spiraglio i due giovani parleranno del loro amore. L’amore diviene miccia per una serie di situazioni, di conflitti e di riflessioni. Le passioni (amore-odio) fanno esplodere i conflitti personali, sociali e familiari. L’innamoramento di due dei protagonisti provocherà una reazione nel terzo, il fratello di lei. E tutti si dovranno misurare con il loro essere stranieri a se stessi, alla propria famiglia, alla società cui ancora non sentono di appartenere. Il linguaggio meta teatrale permette riflessioni sulla finzione e sullo svelamento. I linguaggi spesso sincopati e a tratti violenti d’uso comune si confrontano/confondono con un linguaggio che possiede l’alfabeto del sentimento e della bellezza. Con questo spettacolo vogliamo fare una “radiografia” dei giovani così come sono, con i dubbi, le angosce, le indifferenze, le spavalderie, l'arroganza, l'egocentrismo, la rabbia, ma anche i sentimenti, la dolcezza, l'ingenuità. Le difficoltà del crescere. Uno spettacolo per cominciare a parlare e a guardare una società che sta mutando. La spettacolo “Straniero due volte” nasce dagli incontri con i giovani nelle scuole che diventano così coautori del testo. Abbiamo raccolto molte storie, intervistato e incontrato ragazzi che vogliono andare, ragazzi che vogliono restare; ragazzi che non hanno più casa in nessun luogo; ragazzi che mal sopportano quelli che arrivano, quelli nuovi, diversi; ragazzi che amano e con l’amore esplodono in tutte le contraddizioni; ragazzi che stanno crescendo e scoprendo un mondo che loro stessi cambieranno.



