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Rumori nascosti

2021

Una coproduzione Teatro del Buratto e CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia

Progetto e regia: Emanuela Dall’Aglio

Con Emanuela Dall’Aglio, Riccardo Paltenghi

Paesaggi sonori e luci: Mirto Baliani

Costruzioni: Emanuela Dall’Aglio, Michele Columna, Veronica Pastorino

Collaborazione artistica: Veronica Pastorino

Direzione di produzione: Franco Spadavecchia

Età consigliata: dai 4 anni

Crediti

Video

Sinossi

Una fiaba pop-up, un abito storia, una casa di bambola. Questa fiaba inedita comincia con una ricercatrice di reperti, che normalmente conosce e sceglie gli elementi della storia che introduce, ma che in questo caso li troverà con fatica lì sul posto e scoprirà insieme al pubblico la loro utilità, non essendo lei per prima pratica della fiaba che va a incomin ciare. Una casa che si apre e si snoda tra scale, porte e stanze in un’avventura dove i rumori nascosti, gli scricchiolii, le porte che cigolano, generano suoni, evocano immagini, spingono la mente della protagonista a combattere creature paurose e mitiche, prima informi e poi sempre più concrete, prendendo connotazioni lupesche, animale stereotipo delle paure notturne. Quando qualcuno le sa ascoltare e sentire così bene, riesce anche a farle diventare vere... o forse lo sono da sempre. Lucia è una bambina che vive in una grande casa dove si ritrova spesso a giocare da sola, una si tuazione che spesso i piccoli conoscono bene. Camminando tra queste stanze i pensieri prendono forma e lei cerca di raccontare le sue preoccupazioni ad una famiglia che troppo spesso è occupata in altre faccende. Lucia vive la sua avventura scoprendo che le sue paure, i rumori sinistri di quella casa possono, per strane casualità, essere generati da lei stessa che, scoprendo alcuni trucchi e conoscendo bene quel tipo di paura, diventa l’eroe che fa scappare gli incubi. Un’avventura dentro i muri domestici, un luogo diventato anche troppo familiare in questi tempi.

NOTE DI REGIA Ispirato al libro Lupi nei muri di Neil Gaiman, la fiaba rappresentata prende una sua autonomia soprattutto nel finale, dove la rivalsa della protagonista è autonoma e onirica e i lupi, come le paure, vengono cacciati non dalla violenza, ma dalla presa di coscienza delle proprie forze. Ho lavorato su una narrazione che cerca di affrontare e incontrare le paure, paure che si nascondono nelle pieghe dell’abito della narratrice. Questo è uno spettacolo che cerca di mettere insieme la narrazione orale e l’animazione. Tutto comincia dal recupero di reperti, oggetti e materiali, che potrebbero sembrare di uso comune, ma che sono parte fondamentale per la comprensione della storia e che la rendono concreta e contemporanea al pubblico. La scenografia, le figure, l’attrice che è insieme animatrice e personaggio, abitano dentro un manufatto, che si apre e si sviluppa nello spazio facendo uscire elementi indispensabili alla storia originari del teatro di figura: puppets di diverse dimensioni e fattura a seconda delle necessità narrative. Dopo tre fiabe classiche ho provato ad affrontare una fiaba contemporanea, una storia ambientata in un tempo non precisato che potrebbe essere quello contemporaneo, dove non c’è carestia e fame, dove le dinamiche scatenati sono vicine al nostro pubblico. Una fiaba che la tradizione orale non ha fatto passare da una generazione all’altra, ma le cui dinamiche e strutture, conosciute a tutti, restano fondanti, come il superamento delle nostre paure e dei nostri limiti attraverso delle prove di coraggio. Vi è mai successo di trovarvi in una stanza al silenzio, un completo silenzio, un silenzio dove ogni piccolo rumore prende forme sempre più concrete? Il silenzio per me è un luogo antico dentro al tempo dove ogni piccolo suggerimento porta e induce al pensiero libero, svela il vento notturno, il passo leggero sui tetti, il cigolio di antri che si aprono, un fiato sottile e sconosciuto, la presenza di qualcosa di astratto e nello stesso tempo di molto concreto. Il silenzio cambia il senso delle proporzioni, della misura, dello spazio, dove l’idea è più potente della realtà

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